
Changeling: i figli delle Fate
All’interno dell’immenso folclore popolare europeo non è raro imbattersi nella leggenda dei Changeling, i cosiddetti “figli delle fate“.
Secondo i racconti tramandati di generazione in generazione, era frequente, in passato, l’incontro tra gli umani e il Piccolo Popolo.
Si dice che le fate (e a volte anche gli elfi), fossero attratte dalla bellezza e dalla pulizia e che spesso entrassero nelle abitazioni per sostituire i bimbi umani con i propri figli.
Lo scambio, secondo diverse tradizioni, avveniva di notte, spesso solo con bambini non battezzati, pronti ad essere portati in un mondo nuovo.
Al loro posto lasciavano un changeling, una creatura a volte simile al bambino, ma malato, deforme e poco cordiale.
La ragione di questi rapimenti venne attribuita sempre o ad una necessità da parte loro di garantire una vita sicura ai loro piccoli, priva di sofferenze e dolori, circondati da amore, oppure a semplice malizia.
Più raramente, al posto del bambino veniva posto un anziano del Regno Fatato, affinchè potesse spendere i suoi ultimi giorni attorniato da amore e premure.
com’erano i changeling?
Piccoli, affamati e strilloni, i Changeling erano simili ai bambini umani, ma avevano un aspetto pallido, malaticcio e debole.
Non crescevano come dovuto, spesso restavano fisicamente più bassi e più magri rispetto alla loro età o presentavano deformità.
Erano incredibilmente intelligenti e furbi, avevano degli occhi grandi e una vista acuta.
Piangevano spesso, facevano molti capricci e non amavano particolarmente la compagnia.
In alcune storie e racconti, si dice che l’unico momento in cui mostrerebbero la loro vera natura è quando credono di essere soli. Allora è possibile vederli cantare, ridacchiare, saltare e ballare, a volte suonando uno strumento musicale.
chi era a rischio?
Nonostante sia più comune la versione che vedrebbe le fate intente a rapire e sostituire i bambini, questa non è l’unica.
Ad essere a rischio, infatti, erano anche le giovani donne, specialmente le neomamme e le sposine.
Le prime, spesso, venivano portate via, poichè per permettere ai figli delle fate la sopravvivenza era necessario il latte umano.
Le seconde, invece, spesso venivano date in sposa a un esponente del Regno Fatato, affinchè potesse procreare.
Al posto dell’adulto rapito, solitamente compariva un tronco d’albero incantato, il quale restituiva agli osservatori l’immagine della persona scomparsa, che successivamente si sarebbe ammalata e sarebbe morta.
folclore scandinavo
Nella regione della Scandinavia medievale vi era la credenza secondo la quale più che fate, a rubare e sostituire bambini e ragazze fossero i troll.
Questi, ritenevano gli umani più capaci di crescere in salute un figlio, e così, affidavano loro i loro cuccioli, scambiandoli per bambini veri.
Secondo questa versione, gli unici bambini che potevano essere scambiati erano quelli non battezzati.
Vi erano diverse maniere per proteggerli. La più gettonata era la sorveglianza costante: i bambini non venivano mai lasciati soli nella loro culla, vigilati senza sosta.
Oppure, un elemento considerato particolarmente potente per quanto riguarda la protezione era il ferro. Non era inusuale, infatti, notare su una culla o vicino ad essa delle forbici aperte, in quanto si credeva che queste avrebbero allontato qualsiasi spirito maligno.
In Svezia era un uso comune lasciare un fuoco perpetuo nella stanza del bambino e, al momento del battesimo, conservare l’acqua rituale, che avrebbe protetto il bimbo finchè non fosse cresciuto.
Qualora il misfatto fosse compiuto, un modo per costringere le fate a riportarlo indietro era quello di trattare il changeling crudelmente, in modo da impietosire la madre.
folclore tedesco
Nel folclore tedesco, invece, la paternità dei changeling veniva attribuita a più figure. Potevano essere figli del Diavolo, dei nani, di spiriti d’acqua o della Roggenmuhme, una donna demoniaca che rubava i bambini).
Per confondere la creatura e costringerla a rivelare la sua vera identità erano frequenti metodi aggressivi come urlargli contro o minacciarlo di cuocerlo in forno, oppure era sufficiente cucinare in dei gusci d’uovo.
folclore irlandese
Secondo il folclore irlandese era molto pericoloso guardare con invidia un bambino o una giovane donna, in quanto li avrebbe esposti alla malignità delle fate.
Era d’uso comune, infatti, benedire entrambi o pronunciare frasi o parole benevolenti per proteggerli da attacchi soprannaturali.
Anche in Irlanda, comunque, uno dei metodi usati per rivelare l’essenza del changeling era quello di cucinare in dei gusci d’uovo, o minacciarli davanti ad un focolare.
In questo modo, la fata responsabile dello scambio si sarebbe impietosita e avrebbe fatto ritorno, portando con sè il bimbo umano.
probabili spiegazioni
Sicuramente, alla base di questo fenomeno così diffuso, vi sono diverse spiegazioni razionali, legate per lo più alle difficili situazioni economiche in cui versavano numerosissime famiglie sin dal Medioevo, per cui una bocca in più da sfamare, per giunta poco sana, diventava un peso.
Le opinioni più diffuse a riguardo sono quelle che credono che tali bambini, probabilmente nati con qualche malattia o piccola deformità, fossero spesso abbandonati e lasciati soli, talvolta riscattati da qualcuno disposto a prendersi cura di loro.
Probabilmente alcuni dei tratti riscontrabili potrebbero oggi avvicinarsi al concetto dei “bambini indaco“, dotati di un’eccezionale intelligenza e di capacità fuori dal comune.
Ad ogni modo, esiste anche un’altra teoria secondo la quale, effettivamente, la leggenda non fosse altro che una trasposizione di un evento reale. Probabilmente vi erano molte famiglie che si nascondevano dagli invasori, e che magari rinunciavano alla gioia di crescere il loro figlio pur di permettergli un avvenire sereno e migliore nelle mani dei nemici, che lo avrebbero amato e cresciuto come se fossero loro i genitori biologici.
curiosità
- A volte il Changeling poteva dimenticarsi di essere tale e di non appartenere davvero al mondo umano. Quando ricordava, però, lasciava senza preavviso la famiglia che lo aveva cresciuto, ritornando a casa sua;
- I bambini portati nel mondo delle fate generalmente venivano cresciuti da loro o da altre donne umane rapite e portate lì, ma raramente ritornavano a casa;
- Purtroppo questo fenomeno è stato per anni una giustificazione di tanti veri e propri abusi e infanticidi.