
Fate e Fairies: ciò che forse non sai
Chi di noi non ha mai sentito parlare delle fate?
Presenti in fiabe, filastrocche e racconti popolari, esse sono delle creature magiche affascinanti, che si distinguono per la loro bellezza e le loro capacità di persuasione.
Spesso le immaginiamo e descriviamo come piccole creature alate, dotate di poteri magici e di un temperamento gentile e onesto.
Eppure, siamo davvero certi che la versione fiabesca giunta fino a noi corrisponda a quella della “realtà”?
Come sono fatte davvero le fate?
Dare una risposta netta a queste domande è difficile, se non altro per via delle numerose tradizioni e leggende ad esse legate.
Le fate sono generalmente descritte come degli spiriti naturali dotati di sembianze umane, solitamente femminili, capaci di “predire” il futuro di un nuovo nato, donandogli vizi e virtù.
Si dice che siano estremamente vanitose, egocentriche, permalose ed irascibili e pertanto, vista la facilità con cui si offendono, è bene non farle arrabbiare!
Sono degli esseri longevi, capaci di trasformarsi e assumere le forme che più preferiscono.
Da dove vengono?
Esistono diverse correnti di pensiero legate alla loro origine.
Secondo il folclore islandese, successivamente ampliato ed arricchito dai monaci cristiani presenti in quelle terre, le fate sono in realtà dei figli di Eva, puniti da Dio per i peccati commessi dalla madre e condannati ad una sorta di invisibilità.
La tradizione celtica, invece, identifica le fate con degli angeli caduti, considerati nè troppo cattivi per seguire Lucifero all’Inferno, nè troppo buoni per stare in Paradiso. Così, sono fermi sulla terra, capaci di adattarsi con facilità all’ambiente naturale circostante, diventando spiriti della natura.
Secondo la mitologia classica, invece, esse coinciderebbero con le Parche, tre donne di diversa età che tessevano la trama del destino dell’umanità (puoi leggere un articolo qui).
Qualunque sia la loro origine o provenienza, è importante tenere presente che sin dall’antichità vi era una certa premura nel fare una distinzione tra fate buone e fate cattive.
È questo il caso della tradizione scozzese, che le suddivide in Seelie Court (categoria benevola) e Unseelie Court (malevola e pericolosa per gli umani).
Tuttavia, è importante tenere presente che entrambe le classi fatate possono essere molto rancorose nei confronti di chi commette un torto o le offende.
E offenderle è facile: stando ad alcune tradizioni, non amano particolarmente nè le lamentele, nè i ringraziamenti, sono estremamente furbe e sanno scovare una bugia senza difficoltà.
Secondo alcuni, esiste una differenza sostanziale tra fate e fairies: mentre le prime cercherebbero il contatto con gli umani, desiderose di interagire, le seconde, appartenenti al cosiddetto piccolo popolo, non amano farsi vedere.
Chi sono le fairies? Perchè si chiamano così?
Con il termine “fairies“, dunque, ci si riferisce a delle creature nord europee influenzate dalla tradizione celtica. Ma da dove viene il loro nome?
“Fairy” deriva dall’inglese medievale “faerie”, significante “Regno delle fay”, quest’ultimo derivato dal francese “faie“, che individuava una donna dotata di poteri magici, con conoscenze avanzate in pietre preziose ed erbe medicinali.
Successivamente il termine fu dunque utilizzato in maniera produttiva per descrivere queste fanciulle spesso ingannevoli, capaci di sedurre e ammaliare chiunque incontrassero.
Cresce così la necessità di proteggersi da queste entità potenzialmente pericolose, soprattutto per donne e bambini.
Come ci si proteggeva dalle fate?
Secondo la tradizione Nord-Europea vi erano diversi modi per proteggere se stessi e la propria famiglia da un loro potenziale attacco.
Si credeva che il pane (associato alla casa e alla natura), il ferro e le campane potessero essere degli ottimi amuleti da avere vicini, tanto che era di buon auspicio portare con sè un pezzetto di pane duro quando ci si allontanava dalle abitazioni durante le ore notturne.
Inoltre, bisognava essere rispettosi.
In Islanda e in Irlanda, spesso, le case che venivano costruite rispettavano le conformità del terreno, a volte senza rimuovere neppure una pietra, in quanto un simile gesto avrebbe potuto disturbare le fate.
CURIOSITà
- Secondo alcune fonti letterarie, le fate abiterebbero dei sontuosi ed esclusivi palazzi sotterranei, tra feste e lussi di ogni tipo. A nessun umano è permesso entrare, a meno che questi non sia un prescelto.
- Chiunque mangiasse del cibo fatato sarebbe costretto a vivere per sempre nel Regno delle Fate.
- Conoscere il nome completo di una fata renderebbe colui che lo pronuncia autorevole: la fata dovrà acconsentire a qualsiasi sua richiesta.
- Le cosiddette fate domestiche, cioè quelle presenti intorno o nelle abitazioni, amano spostare continuamente gli oggetti, facendoli ricomparire magicamente a distanza di tempo.
… E voi, cosa ne pensate? Sapevate queste chicche su di loro?
Per approfondire…
- https://www.britannica.com/art/fairy
- https://www.historic-uk.com/CultureUK/The-Origins-of-Fairies/
- https://digilander.libero.it/acqua67/fate.htm
- https://en.wikipedia.org/wiki/Fairy
- https://www.sitopreferito.it/animali-fantastici-e-dove-trovarli/le-fate-origini-storia-tipologie-e-curiosita-delle-donne-immortali-a-cavallo-tra-il-mondo-segreto-ed-il-nostro/