
Æsir e Vanir: gli dei del Nord
Le mitiche gesta dei valorosi dei del nord, raccontate nelle saghe e dagli skald, si intrecciano armoniosamente nel ricchissimo repertorio della mitologia norrena.
Venerati e celebrati per le proprie caratteristiche, gli dei si dividevano in due grandi gruppi: gli Æsir e i Vanir.
Æsir
Considerati come le divinità prevalenti dell’intero pantheon nordico, gli Æsir vivevano ad Asgard, la magica città celeste costituita da sontuose sale e palazzi.
Legati a questioni governative e alla guerra, essi erano risoluti, tenaci e combattenti.
Secondo i miti, i primi a fare parte di questo gruppo furono Vili, Ve e Odino. Curiosamente, i nomi dei tre fratelli facevano tutti riferimento alla sfera della spiritualità, personificandone tre diversi aspetti: il desiderio cosciente, la sacralità e l’estasi.
Della grande famiglia degli Æsir facevano parte moltissime divinità: tra le più conosciute, basti pensare ad Odino, padre di tutti gli dei; o ancora, Thor, il potente dio del tuono; la bella Frigg, che proteggeva matrimoni e gravidanze e suo figlio Baldr, emblema della purezza.
Indiscussi signori dei cieli, gli Æsir guidavano e governavano gli uomini, garantendo l’ordine divino.
Una teoria molto diffusa ma in parte superata, vedrebbe questa stirpe divina come originaria delle steppe dell’Asia, coinvolta poi in grandi migrazioni verso il nord. La loro patria, conosciuta come Godheimr, “terra degli dei”, fu identificata dallo storico islandese Snorri Sturluson con la leggendaria città di Troia.
Ma per quanto possa essere affascinante, tale idea resta un’ipotesi quasi impossibile da confermare.
Vanir
L’altra grande stirpe divina in continua lotta con gli Æsir, è quella dei Vanir.
Misteriosi e poco trattati nelle saghe e nei racconti, erano strettamente collegati all’agricoltura, alla fertilità e all’abbondanza.
Si pensa che, storicamente, vennero prima degli Æsir, e il loro culto si testimonia già dall’Età del Ferro.
Proprio la loro dimensione piú terrena e materiale, meno eterea, li rendeva piú facilmente riconoscibili e afferibili ad una sfera quotidiana, quasi alla portata di tutti.
Tuttavia, erano temuti e rispettati dagli umani, per via di determinate qualità che li rendevano più oscuri dei loro rivali. Infatti, prima fra tutte le differenze, si diceva fossero capaci di prevedere il futuro, e, in particolar modo le dee, praticavano i riti misterici legati alla magia seiđr.
La dea maggiormente associata a tale pratica era Freyja, dea della bellezza, della seduzione, dell’amore e della guerra.
Secondo la leggenda, sarebbe stata proprio lei, in quanto depositaria dei segreti magici, ad insegnare ad Odino la magia. Successivamente, poi, tale pratica fu conferita alle völur, il cui ruolo principale era quello di mettere in comunicazione il mondo degli spiriti e il mondo terreno.
É possibile che la sanguinosa guerra avvenuta tra i due gruppi fosse in realtà una trasposizione di eventi storici realmente accaduti, e cioè l’invasione delle popolazioni indoeuropee (simbolicamente rappresentate dagli Asi in veste di guerrieri), sui territori delle popolazioni autoctone più pacifiche (i Vanir).
Asgard
Ci risulta affascinante pensare a come fosse davvero la residenza degli Æsir, ed è possibile ricostruirla a partire dalle storie e dalle leggende tramandate.
Ben distante dal Miđgard, “il mondo dei mortali”, e protetto da possenti mura bianche, questo posto apparentemente invisibile e spesso immaginato come una vera e propria città, era in realtà un vasto insieme di sale interconnesse e di palazzi sontuosi, ciascuno dedicato ad una divinità o a determinate funzioni collettive. Ciò che spiccava, comunque, era l’alto impiego di pietre preziose e oro, materiali che venivano utilizzati interamente per produrre i troni e le abitazioni degli dei.
Da alcuni situato in una posizione non ben definita in cielo, è credenza comune che Asgard fosse un luogo in cui risiedeva la pace e l’equilibrio, sospesi in un eterno divenire.
Nessun uomo poteva accedere fisicamente a questi spazi meravigliosi, che restavano per lui dei luoghi magici e inconoscibili. Tuttavia, la residenza divina era collegata con il mondo dei viventi attraverso Bifröst, il grande ponte costituito dall’arcobaleno.
E proprio vicino all’origine del ponte ineffabile, vi era l’Himinbjörg, il luogo di guardia in cui Heimdallr, il vigilante degli dei, si assicurava che nessun intruso oltrepassasse quei magici confini.
La costruzione di Asgard impiegò alcuni mesi e ad essa è collegata la nascita di Sleipnir, l’agile destriero del dio Odino.
Volendo proteggere la loro dimora dagli attacchi dei giganti, loro acerrimi nemici, gli dei decisero di affidare l’arduo compito di difendere la città ad un umile lavoratore, che si sarebbe impegnato a svolgere efficacemente il suo lavoro in cambio della mano di Freyja e del sole e la luna. Ma questo era in realtà un inganno, in quanto il fabbro altro non era che un gigante egli stesso, travestito da umano. Allora gli dei, dopo aver trovato un sotterfugio per distrarlo e venire meno alla promessa fatta, lo smascherarono e lo spedirono ad Hel, gli abissi infernali custoditi dall’omonima figlia di Loki.
L’epica battaglia
Conosciuta come la “prima vera battaglia” nel mondo, stando alle fonti mitologiche norrene, il conflitto tra Æsir e Vanir durò a lungo.
Racconta la leggenda che una delle dee dei Vanir, praticante della magia seiđr, si recò ad Asgard sotto mentite spoglie per offrire i suoi servigi. Ma una volta giunta nel regno degli Asi, dopo averli aiutati ognuno con le loro questioni, si rese conto di essere in realtà ritenuta sospetta. Gli dei, infatti, la temevano e, vedendo in lei una minaccia, presero a chiamarla “Gullveig” (“affamata d’oro”). Convincendosi che quella donna affascinante era una strega che si serviva di forze malefiche e che avrebbe portato alla perdizione degli Æsir , decisero di ucciderla, ferendola con delle lance e bruciandola su un rogo. Per tre volte bruciò e per tre volte risorse dalle sue ceneri.
Quando i Vanir seppero quello che era stato fatto ad una di loro, si infuriarono ed ebbe inizio il lungo periodo bellico tra le due fazioni, ciascuna delle quali sfoderava i propri trucchi migliori. Mentre gli Æsir erano quasi invincibili con le loro armi divine, i Vanir si difendevano e contrattaccavano a colpi di magia e di sotterfugi. Alla fine di numerose battaglie, vinte sia da una parte che dall’altra, giunsero ad un accordo: per riappacificarsi, si sarebbero scambiati degli ostaggi, così come era usanza nel mondo germanico. Freyja, Freyr e Njordr andarono dagli Æsir , mentre Hoenir e Mimir dai Vanir.
Nonostante questo primo tentativo di cercare una strategia pacifica per andare d’accordo, un nuovo problema insorse.
Nel Vanheimr, infatti, iniziarono a dubitare delle doti di Hoenir, che si diceva fosse in grado di dare ottimi consigli riguardo ogni problema. Quando però chiesero consiglio al dio e non seppe cosa dire, i Vanir, infuriati, decisero di decapitare il fratello Mimir, senza rendersi conto che era proprio quest’ultimo a dare i preziosi consigli anche ad Hoenir. Spedirono la testa ad Odino, che, devastato dal dolore, usò la magia per preservarla, permettendole di continuare a dargli consiglio nei momenti di bisogno.
Nonostante il grave affronto subito, nè una parte nè l’altra voleva ricorrere nuovamente alla guerra, sapendo che questa avrebbe comportato una perdita per entrambe le parti. Così si riunirono in una grande sala e decisero di suggellare un accordo di pace sputando tutti dentro un calderone. Dalla loro saliva formarono Kvasir, una creatura estremamente saggia che avrebbe garantito la pace e l’armonia.
Sia che questa storia fosse un mero racconto di fantasia, che un reale ricordo di un originale conflitto, più o meno romanzato, tra popolazioni autoctone e straniere, il mito ha anche una chiara funzione paradigmatica per i rapporti sociali: insegna, insomma, a cercare la maniera migliore per vivere in armonia, nonostante le differenze e le incomprensioni, spesso più semplici da superare con la pace e la diplomazia che con l’impeto e la rabbia.
curiosità
- Secondo alcuni studiosi, la figura controversa di Gullveig potrebbe celare in realtà la vera e propria dea Freyja, tradizionalmente associata alla magia seidr;
- Il termine “Vanir” dervierebbe dalla radice “ven-” o “vinr-“, che rimanda alla sfera semantica dell’amore e del desiderio.
- Secondo alcune leggende, Asgard confinerebbe non solo con il Valhalla, ma anche con l’Alfheim, il regno degli elfi della luce, dato in dono al dio Freyr, che lo amministrava.