
Calendario Maya: tra leggenda e profezia
Tra una folta vegetazione e delle splendide radure verdi, ecco che si sviluppa una delle civiltà più suggestive del mondo antico: lo straordinario Impero Maya.
Questo, famoso per la sua impeccabile organizzazione politica in città-stato e la sua florida ricchezza culturale, era abitato da persone le cui conoscenze astronomiche, edili e artistiche erano altamente avanzate, tanto da lasciarci numerosi monumenti e reperti degni di nota.
Sicuramente, però, ciò che più ci ricorda di questa straordinaria civiltà precolombiana è il loro calendario, protagonista nel corso degli ultimi anni di numerose teorie profetiche.
Come funzionava il calendario maya?
Utilizzato correntemente tanto dai Maya, come da popolazioni vicine (come Aztechi e Toltechi), il calendario era dotato di un complesso sistema ciclico, inciso con glifi in una ruota.
I suddetti cicli, cui faceva riferimento, erano tre:
- Tzolkin
- Haab
- Lungo Computo
Cos’era il ciclo Tzolkin?
Lo tzolkin, calendario religioso il cui utilizzo originario non è ben chiaro, era un sistema di 260 giorni, articolato sulla base di altri due cicli, uno di 13 giorni e uno di 20.
Mentre il primo era costituito da numeri, il secondo era nominato.
Ogni giorno avanzavano entrambi, creando delle corrispondenze numerico-nominali tipiche.
La differenza sostanziale con i calendari moderni è che, di fatto, era il numero a determinare il giorno, e non il suo nome.
Allo scadere dei 260 giorni il conteggio tornava ad allinearsi, ripresentandosi in denominazione e numero, segnando di fatto il passaggio di un anno.
Cos’era il ciclo haab?
Con il termine Haab si indicava il calendario civile o solare, composto da 360 giorni più altri cinque addizionali considerati nefasti, spesso denominati “sospesi” o “perduti”.
Durante questi giorni, che i Maya reputavano particolarmente sfortunati, si credeva che il confine tra mondo dei vivi e mondo dei morti si riducesse fino ad annullarsi, e questo, essendo percepito come pericoloso, spingeva gli abitanti a svolgere rituali di protezione e, spesso, a non uscire di casa.
Il ciclo Haab si basava sulle stagioni ed era diviso in 18 mesi da 20 giorni ciascuno, che si numeravano a partire dallo zero.
Tanto il ciclo religioso come quello civile venivano presi in considerazione, e camminavano insieme, allineandosi ogni 52 anni.
Cos’era il lungo computo?
I Maya non prevedevano nel loro calendario il conteggio degli anni, ma attraverso questo ciclo denominato Lungo Computo tenevano conto delle ere e dei loro passaggi.
L’unità minima era il giorno e l’intero ciclo si concludeva circa ogni 5125 anni.
Questo sarebbe quindi il confine tra un’epoca storica e l’altra, caratterizzata internamente da importanti cambiamenti.
Secondo le credenze locali, alla fine di un ciclo era importante festeggiare in grande, celebrando l’inizio di una nuova era.
da dove nascono leggende e profezie?
Seguendo lo schema del Lungo Computo, la fine di un’era Maya era prevista il 21-12-2012 e tale informazione ha suscitato grande scalpore, in quanto è iniziata a dilagare la notizia della famigerata “fine del mondo“.
Ciò che è certo, però, è che, contrariamente ad ogni leggenda o credenza, i Maya in nessun momento l’hanno prevista.
Come in un normale calendario odierno, infatti, quella data sarebbe stata solo la fine di un anno, con il conseguente inizio di uno nuovo.
curiosità
- Ogni giorno del ciclo Tzolkin era dedicato ad una divinità che portava con sè determinati vizi e virtù. Alla nascita di un bambino si teneva conto di questi dati, in quanto avrebbero potuto predire molto sul futuro e sul carattere del nuovo nato.
- Il calendario Tzolkin è tuttora utilizzato in alcune aree remote del Guatemala per la coltivazione del mais. Probabilmente anche in passato veniva utilizzato per ragioni similari, essendo di fatto basato su conoscenze fisico-astronomiche.